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Si è svolta il 3 e 4 giugno nelle Terre di Fasano la pilot action “Think plant-based, eat local”, organizzata nell’ambito del progetto europeo GUSTI – Gastro UpScaled Tourist Itinerary in Rural Regions of Croatia and Italy, finanziato dal Programma Interreg Italy-Croatia 2021-2027.
L’iniziativa è stata coordinata da Tecnopolis Parco Scientifico e Tecnologico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che supporta Puglia Culture nell’attuazione delle attività progettuali sul territorio e nel coinvolgimento degli stakeholder locali dell’area pilota “Terre di Fasano”.
L’attività ha visto la partecipazione di Irene Volpe, chef, narratrice gastronomica e finalista di MasterChef Italia 10, coinvolta in un percorso esperienziale dedicato alla scoperta delle produzioni locali, del patrimonio culturale e delle pratiche gastronomiche sostenibili che caratterizzano il territorio.
Attraverso visite, incontri con produttori, showcooking ed esperienze immersive, l’iniziativa ha raccontato le Terre di Fasano come destinazione in cui paesaggio, agricoltura, tradizioni e innovazione gastronomica si intrecciano in un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle risorse locali.
Le attività si sono svolte tra alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’area pilota del progetto: il Museo Nazionale e Parco Archeologico di Egnazia, il Parco Naturale Regionale “Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo”, aziende agricole, frantoi ipogei, masserie e il centro storico di Fasano.
Un itinerario che ha consentito di approfondire il legame tra biodiversità, produzioni agricole, cultura alimentare e identità territoriale, mettendo al centro alcune delle eccellenze simbolo delle Terre di Fasano, tra cui il cocomero barattiere, il fiorone e il pomodoro regina di Torre Canne, Presidio Slow Food, reinterpretati attraverso nuove letture della cucina su base vegetale.
L’iniziativa rientra nelle attività di sperimentazione previste dal progetto GUSTI, che promuove lo sviluppo di itinerari turistici gastro-culturali sostenibili nelle aree rurali di Italia e Croazia, valorizzando il patrimonio culturale immateriale, le produzioni agroalimentari locali e le comunità che custodiscono saperi e tradizioni.
L’esperienza rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato dal progetto per costruire nuove forme di turismo sostenibile capaci di generare valore per i territori, promuovendo un racconto autentico delle destinazioni attraverso il cibo, il paesaggio e le relazioni tra persone e comunità.
















