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Trasformare una ferita profonda del territorio in una risorsa concreta per il futuro.
È questo il senso più autentico del lavoro che Vaia Play sta portando avanti in Puglia e che, nelle ultime settimane, ha attirato l’attenzione della stampa nazionale, fino ad arrivare sulle pagine de il venerdì di Repubblica.
Un riconoscimento importante per una startup che ha scelto di affrontare una delle più grandi emergenze ambientali del nostro territorio con gli strumenti dell’innovazione, della ricerca e del design.
Vaia Play è una startup sociale domiciliata presso Tecnopolis, il Parco Scientifico e Tecnologico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, e rappresenta in modo emblematico il tipo di impresa che il nostro ecosistema intende accompagnare: realtà capaci di coniugare tecnologia, sostenibilità ambientale, impatto sociale e valorizzazione delle risorse locali.
Il progetto Linfa–Vaia Play, sviluppato nell’ambito di Mics – Made in Italy Circolare e Sostenibile, il partenariato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PNRR, nasce da un’idea tanto semplice quanto dirompente, ovvero dare una seconda vita al legno degli ulivi secolari colpiti dall’epidemia di Xylella, trasformandolo in biomateriali avanzati destinati all’industria tecnologica.
Là dove per anni si è parlato solo di perdita e distruzione, oggi prende forma un modello industriale nuovo, capace di generare valore a partire da ciò che sembrava definitivamente compromesso.
Grazie alla ricerca scientifica e a un forte investimento in innovazione di processo, il legno degli ulivi diventa la base per bioplastiche di nuova generazione, alternative ai polimeri tradizionali di origine fossile.
Materiali che trovano applicazione nella produzione di accessori tecnologici di uso quotidiano, come auricolari, custodie per smartphone, componenti per computer, realizzati attraverso tecniche avanzate come la stampa 3D e lo stampaggio a iniezione. Un risultato reso possibile anche grazie alla collaborazione con il mondo universitario, tra cui l’Università di Trento, e al dialogo continuo con artigiani, PMI e operatori del territorio.
Vaia, fondata nel 2019 da Federico Stefani, Paolo Milan e Giuseppe Addam, aveva già dimostrato la forza di questo approccio con il Vaia Cube, l’amplificatore acustico per smartphone realizzato utilizzando il legname degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018 nelle Dolomiti.
Con Linfa–Vaia Play, quella visione si espande e si radica ancora di più nei territori colpiti da crisi ambientali, dando vita a una filiera circolare che unisce agricoltura, ricerca, manifattura e tecnologia.
Il progetto non si limita alla dimensione produttiva.
Una parte dei ricavi sarà infatti destinata a interventi di rigenerazione nelle aree colpite dalla Xylella, a sostegno delle comunità locali e del tessuto agricolo pugliese.
L’obiettivo è costruire un modello di sviluppo in cui l’innovazione industriale non estragga valore dal territorio, ma lo restituisca sotto forma di opportunità, investimenti e prospettive di futuro.
Come ha sottolineato Sergio Terzi, professore del Politecnico di Milano e spoke leader di Mics, la riconversione degli scarti agricoli in materiali ad alte prestazioni rappresenta un cambio di paradigma concreto, scalabile e replicabile, capace di coniugare competitività industriale, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle risorse locali. Ed è proprio questa visione sistemica che rende Linfa–Vaia Play uno dei progetti più significativi all’interno del più grande investimento italiano sulla ricerca per l’economia circolare e sostenibile, che coinvolge università, centri di ricerca e grandi imprese con l’obiettivo di ridisegnare il futuro del Made in Italy.
La presenza di Vaia Play all’interno di Tecnopolis si inserisce pienamente in questa prospettiva.
Come Parco Scientifico e Tecnologico dell’Università di Bari e incubatore certificato EU|BIC, Tecnopolis lavora quotidianamente per accompagnare startup e imprese innovative nei loro percorsi di crescita, offrendo supporto strategico, mentorship, accesso a competenze scientifiche, reti nazionali ed europee e infrastrutture per la sperimentazione e lo sviluppo dei prototipi. Il nostro ruolo non è solo quello di ospitare imprese, ma di contribuire attivamente alla costruzione di ecosistemi dell’innovazione capaci di generare impatto reale sui territori.
La storia di Vaia Play dimostra come l’economia circolare possa diventare una pratica concreta e non solo un principio astratto, soprattutto nei contesti più colpiti dalle crisi ambientali. Gli ulivi secolari della Puglia, simbolo identitario del paesaggio e della cultura mediterranea, non scompaiono: si trasformano, mettendo nuove radici nel futuro attraverso la tecnologia, la ricerca e una visione imprenditoriale responsabile.
È anche per questo che il percorso di Vaia Play rappresenta un motivo di orgoglio per Tecnopolis.
Perché racconta esattamente il tipo di innovazione in cui crediamo: un’innovazione che nasce dal territorio, dialoga con la scienza, coinvolge le comunità e restituisce valore sotto forma di sviluppo sostenibile, lavoro e nuove possibilità.





